Fermentum 2026: un'esperienza bellissima
11 maggioAbbiamo lasciato passare un po’ di giorni dalla conclusione di Fermentum. Una scelta deliberata, necessaria per far posare la polvere, rimet...
La percezione, netta sin dai primi minuti, è
stata quella di trovarsi davanti a una platea fuori dal comune: un concentrato
di altissima professionalità dove anche l'amatore avanzato possedeva gli
strumenti tecnici per comprendere la complessità del messaggio. Non eravamo lì
per una celebrazione, ma per un’evoluzione. L’obiettivo di questa edizione era
chiaro: dare una spinta vigorosa in avanti al processo di produzione dei grandi
lievitati da ricorrenza.
Oggi, a mente fredda, possiamo dirlo con convinzione: esiste un "prima" e un "dopo" questo Fermentum. Riunire dieci tra i più grandi professionisti ed esperti lievitisti — figure che hanno affrontato impasti a ogni latitudine, sfidando climi e temperature estreme — ha permesso di mappare un territorio nuovo. Le relazioni tecniche che si sono succedute non sono state semplici interventi, ma pietre miliari che meritano di essere analizzate, con un sunto il più possibile chiarificatore.
I Protagonisti di Fermentum
2026: Visioni a Confronto
Ezio Marinato: La Standardizzazione come
Diagnosi
L'intervento di Ezio Marinato ha riportato l'attenzione sul rigore operativo. Per il Maestro, in produzione non c’è spazio per l’improvvisazione: l'adozione di uno schema fisso — stessi orari, temperature e tempi di lavorazione — non è un limite alla creatività, ma una necessità per isolare le variabili. Se il processo è standard e il risultato cambia, il problema risiede quasi certamente nella materia prima. Marinato ha ribadito la sua preferenza per il lievito "legato", capace di garantire un profilo aromatico e una struttura che rispecchiano l'identità artigiana, proponendo una procedura ottimizzata su soli due rinfreschi per ridurre lo stress di produzione senza rinunciare alla qualità.
Massimiliano Liberatore: L'Adattamento del
"Sistema Aperto
Massimiliano Liberatore ha vestito i panni dell'ambasciatore tecnico, portando il panettone fuori dai confini dei laboratori standardizzati. La sua lezione ha dimostrato che il grande lievitato è un "sistema aperto" che deve adattarsi a contesti geografici estremi. Dall’alta quota di Quito, dove la pressione dei gas impone temperature di fermentazione più basse, ai climi tropicali con umidità dell'85% che stressano la maglia glutinica, Liberatore ha offerto soluzioni pratiche e scientifiche. Il suo "Non-Collapse Test" è diventato un esempio di diagnostica empirica fondamentale: sfornare un pezzo "sacrificale" per verificare che la denaturazione proteica sia avvenuta correttamente prima di procedere con l'intera infornata.
Carlo Di Cristo: Reologia e Gestione
Funzionale
L’analisi di Carlo Di Cristo ha segnato
un'evoluzione fondamentale: l’abbandono di una visione puramente quantitativa
delle farine a favore di una gestione reologica. Di Cristo ha spiegato che la
rigidità delle farine moderne può essere un ostacolo, portando a prodotti
gommosi se non gestita con una destabilizzazione controllata tramite l’acidità
e la corretta tecnica d'impasto. Un punto cruciale del suo intervento ha
riguardato lo stress osmotico: il delicato bilanciamento tra zuccheri e acqua
libera è il segreto per non inibire l'attività dei batteri lattici e mantenere
una fermentazione costante.
Giambattista Montanari: Il Burro come Agente
Tecnologico
Per Giambattista Montanari, il burro non serve solo a "condire", ma è un vero e proprio agente tecnologico che determina la fisica dell’impasto e la sua shelf-life. Montanari ha sottolineato l'importanza della panna di affioramento per lo sviluppo del diacetile, molecola chiave per il profumo del panettone. Estremamente tecnica la sua indicazione sulla "zona aurea" di inserimento dei grassi: mantenere il burro tra i 18°C e i 20°C assicura la plasticità necessaria per non spezzare la maglia glutinica, creando un film lipidico sottile che garantisce morbidezza per oltre 20-25 giorni.
Oscar Pagani: La Razionalizzazione tramite il
Licoli
Il contributo di Oscar Pagani ha mirato a trasformare la "mistica" del lievito madre in una gestione razionale e scientifica tramite l'uso del Licoli. Attraverso la regola del rinfresco 1:1:1, Pagani ha proposto un metodo che riduce drasticamente l'errore umano e permette una diagnostica immediata dello stato del lievito. Il monitoraggio volumetrico nei contenitori graduati diventa così il "termometro" dell'attività fermentativa: un aumento del 50% (1.5x) indica il momento perfetto per la produzione, garantendo la massima spinta vitale con un'acidità contenuta.
Giuliano Pediconi: La Distinzione Funzionale
del LievitoGiuliano Pediconi ha introdotto una distinzione terminologica e funzionale fondamentale: la "Madre" come serbatoio genetico per la selezione microbica e il "Lievito" come forza attivata per la produzione. Il suo approccio prevede parametri rigorosi, come il raggiungimento dei 28-30°C al cuore del lievito entro tempi prestabiliti. Tra le innovazioni proposte, spicca la tecnica della "sabbiatura" come alternativa al tradizionale bagnetto, insieme a un monito sull'uso di farine troppo proteiche nei rinfreschi, che a causa dell’effetto tampone possono impedire la corretta acidificazione.
Federica Racinelli: Biotecnologia e Identità
SensorialeL'intervento di Federica Racinelli ha saputo coniugare il valore emozionale del panettone con la precisione della microbiologia. Racinelli ha spiegato come la gestione scientifica degli enzimi e dei processi fermentativi sia l'unico modo per stabilizzare l'eccellenza del prodotto. Ha inoltre presentato l'attività della Biblioteca del Lievito Madre di St. Vith, descrivendola come un santuario della biodiversità che preserva 167 ceppi da tutto il mondo. Questo progetto di salvaguardia permette agli artigiani di avere una copia di sicurezza del proprio ceppo microbico, proteggendo un patrimonio unico.
Pierluigi Sapiente: La Biochimica degli
Zuccheri
Pierluigi Sapiente ha offerto una panoramica dettagliata sul ruolo degli zuccheri e del miele come attori biochimici e reologici. Dividendo gli ingredienti tra strutturali (farina) e destrutturali (grassi e zuccheri), ha mostrato come questi ultimi competano per l'acqua, influenzando la sofficità e la conservazione del prodotto. Sapiente ha analizzato l'ordine preciso con cui i lieviti consumano i diversi tipi di zuccheri, sottolineando come un bilanciamento ideale tra il 12% e il 14% sia essenziale per gestire correttamente i tempi di produzione e la reazione di Maillard in cottura.
Manuel Scarpa: L'Architettura del Pandoro
Per Manuel Scarpa, il Pandoro rappresenta una vera e propria sfida di architettura alimentare, poiché la sua struttura deve sostenere carichi elevati di burro e zuccheri senza il supporto del capovolgimento post-cottura. Scarpa ha spiegato come il controllo del profilo acido sia il regolatore della struttura e come l'aggiunta di lievito di birra non sia una scorciatoia, ma una scelta tecnica per favorire la sofficità tramite l'invertasi. Ha inoltre illustrato l'importanza della vaniglia come ingrediente tecnico e le diverse funzioni della foratura superficiale o profonda.
Vincenzo Tiri: Il Metodo dei Tre Impasti
La relazione di Vincenzo Tiri ha svelato i dettagli del suo celebre metodo a tre impasti, volto a massimizzare digeribilità e sofficità. Tiri ha scardinato il dogma dei tre rinfreschi fissi, proponendo una gestione flessibile basata sulla forza esplosiva del lievito. L'innovazione risiede nella distribuzione strategica della farina nei tre impasti e nella lavorazione a temperature "fredde" (22-24°C) per contenere l'acidità lattica. Nonostante l'uso della tecnologia, Tiri ha concluso ricordando che il pHmetro deve essere solo una bussola, poiché l'occhio e il tatto dell'artigiano rimangono gli strumenti di guida supremi.
Osservazioni e considerazioni su Fermentum
2026.
Durante
l’intero meeting si è respirata un’atmosfera serena e di grande partecipazione.
Nonostante i tanti concetti tecnici espressi negli interventi dei relatori, la
platea ha seguito con grande attenzione e al termine di ogni esposizione sono
arrivate raffiche di domande, di interrogativi espressi con simpatia e
curiosità, il che ha fatto sì che il dibattito fosse vivace e nelle due
giornate non ci siano stati momenti di vuoto o di stanchezza. Grande merito
nella conduzione del dibattito va riconosciuto ad Atenaide Arpone, accogliente,
competente, che in modo spigliato e deciso ha guidato il dipanarsi degli
interventi e dei dibattiti senza mai far mancare la battuta e il sorriso.
I momenti conviviali (coffee break e pranzi serviti nei bellissimi saloni di Villa Tuscolana) hanno spezzato con leggerezza l’impegno di attenzione richiesto ai partecipanti. Una menzione particolare va rivolta al meraviglioso buffet offerto da Carmen Vecchione di Dolciarte, che ha stupito i presenti con la perfezione delle forme e la raffinatezza del gusto dei suoi dolci mignon.
I
relatori hanno dispiegato un modo di interfacciarsi con la platea molto
cordiale e le punte più alte si sono raggiunte quando i Maestri hanno iniziato
a far domande al relatore di turno, di fatto trasformando il meeting in una
grande tavola rotonda sui complessi temi affrontati.
E’
così che Fermentum non ha soltanto inaugurato un tipo di evento volto a
sviscerare un unico, grande tema nel mondo dell’arte bianca; ha anche, per la
prima volta, dato avvio ad un tipo di manifestazione del tutto diversa dal
corso di apprendimento classico: si è trattato di tante lectiones
magistrales sul tema trattato, tutte di tipo teorico, senza che si sentisse
il bisogno di “mettere le mani in pasta”. L’assaggio dei tanti lievitati
(panettone, pandoro, colomba) ha consentito ai partecipanti di sottoporre alla
prova dell’assaggio quanto veniva spiegato di volta in volta. Persino gli
errori tecnici hanno avuto la funzione di far ragionare in maniera critica su
quanto stavano apprendendo, consentendo a tutti una crescita nella
consapevolezza.
Al
termine delle due giornate si può con certezza affermare che una nuova strada è
stata tracciata e nel suo solco può essere sperimentata una formula che
funziona: il ritrovarsi fra persone accomunate dalla stessa, fremente passione,
con un rapporto diretto con grandi professionisti (n.d.r. non tutti erano sul
palco, tanti ascoltavano e partecipavano dalla platea) e con un desiderio
condiviso di accrescere le proprie competenze, in un ambiente profumato di
zucchero e aromi, ha creato una nuova comunità. Sono nate nuove amicizie, se ne
sono cementate di esistenti, ci sono stati incontri sorprendentemente
significativi che, chissà, potranno avere sviluppi futuri molto interessanti.
Di certo non finisce qui. I Relatori hanno già espresso il desiderio di continuare il confronto e siamo certi che tutti trarremo vantaggio dalla loro passione condivisa.
Se questa edizione ha avuto il merito di mappare il territorio e
tracciare – come detto all’inizio di questo réportage - un confine netto tra il “prima” e il “dopo”,
la strada che si apre davanti a noi è ancora tutta da percorrere. Abbiamo messo
ordine tra pH, pressioni osmotiche e strutture reologiche, ma la curiosità che
abbiamo visto brillare negli occhi dei partecipanti è il segnale che il viaggio
è appena iniziato.
Ci lasciamo alle spalle le mura di Villa Tuscolana con una
consapevolezza nuova: l'eccellenza non è un punto di arrivo, ma un processo in
continua fermentazione. Ed è proprio da questo fervore di idee, di legami e di
rigore scientifico che inizieremo a costruire la prossima tappa.
Il tempo di far maturare queste nuove conoscenze e ci ritroveremo.
Perché il futuro dell’arte bianca sta avendo sviluppi interessantissimi e il
prossimo appuntamento con Fermentum promette di spingersi ancora oltre, verso
territori della tecnica che oggi abbiamo solo iniziato ad esplorare.
FERMENTUM 2026 - I GRANDI LIEVITATI: PAST, PRESENT, FUTURE
04 febbraioFERMENTUM, due giorni di confronto, di visioni ed idee diverse sui grandi lievitati, raccontati, analizzati e proiettati nel futuro da alcun...

FERMENTUM, due giorni di confronto, di visioni ed idee diverse sui grandi lievitati, raccontati, analizzati e proiettati nel futuro da alcune delle voci più autorevoli del settore.
Sabato 18 e domenica 19 aprile 2026Dalle 9:00 alle 18:00 - Villa Tuscolana, Frascati.
L’elenco dei Maestri che interverranno
Ezio Marinato, Giuliano Pediconi, Oscar Pagani, Vincenzo Tiri, Giambattista Montanari, Manuel Scarpa, Pierluigi Sapiente, Federica Racinelli, Massimiliano Liberatore, Carlo Di Cristo ... e altre prestigiose presenze
Argomenti del Meeting Professionale – Grandi Lievitati
• Gestione e differenze operative tra lievito madre solido e lievito madre liquido
• Controllo dell’acidità, forza fermentativa e stabilità del lievito madre
• Impasti a due e tre fasi: obiettivi, tempi, temperature e risultati sul prodotto finale
• Approfondimento tecnico sul pandoro: struttura dell’impasto, sviluppo alveolare e profilo aromatico
• Ruolo degli zuccheri nei grandi lievitati: dolcezza, fermentazione, colorazione e conservabilità
• Studio di grassi, paste grasse ed emulsioni: funzione tecnologica ed effetto su sofficità e shelf life
• Reologia degli impasti e corretta lettura delle farine in funzione del grande lievitato
• Processi di fermentazione: gestione dei tempi, controllo delle variabili e impatto sulla qualità finale
• Analisi dei principali difetti nei grandi lievitati: cause, prevenzione e correzioni
• Strategie per il miglioramento della shelf life senza compromettere qualità e struttura
• Degustazione guidata di grandi lievitati pronti, con analisi sensoriale di struttura, profumi, gusto e difetti
• Confronto tecnico con ospiti e relatori internazionali, attraverso interviste e tavole rotonde
Il programma dettagliato sarà disponibile a breve sui canali social di 94° al Cuore.
Quota di partecipazione all’evento
La quota di partecipazione all’evento FERMENTUM è pari a € 140,00.
È prevista una quota agevolata di € 120,00 per le iscrizioni effettuate entro il 15 febbraio.
Pranzi – adesione facoltativa
In aggiunta alla quota evento, l’Associazione propone – come agevolazione riservata ai partecipanti – la possibilità di usufruire dei pranzi organizzati nelle due giornate ad un costo di € 60.
È possibile scegliere se aderire o meno ai pranzi;
Ogni pranzo comprende:
• primo piatto
• secondo piatto con contorno
• dolce
• bibite e caffè inclusi
Per esigenze organizzative, l’eventuale adesione ai pranzi, oltre ad eventuali allergie alimantari, deve essere comunicata contestualmente all’iscrizione all’evento.
Per i partecipanti che non aderiranno ai pranzi organizzati, sarà comunque prevista una pausa lavori di 90 minuti durante ciascuna giornata.
Modalità di pagamento
Per confermare l’iscrizione è richiesto il versamento di un acconto pari al 50% dell’importo complessivo scelto (quota evento ed eventuali pranzi).
Il saldo dovrà essere effettuato entro il 1° aprile 2026.
Il pagamento va effettuato sul conto dell’Associazione:
Banca di Credito Cooperativo di Roma
IBAN: IT35W0832703223000000025101
Intestatario: 94 Gradi Al Cuore
La prenotazione dovrà essere corredata dei dati necessari per l’emissione della fattura.
Per informazioni e prenotazioni scrivere una mail a:
info@novantaquattroalcuore.it oppure clicca qui
Per qualsiasi ulteriore informazione, non esitare a contattarci.
Pernottamento
Per chi avesse necessità di pernottare nei pressi della location dell’evento, l’Associazione si sta adoperando per attivare eventuali convenzioni con strutture alberghiere nelle vicinanze.
I dettagli saranno comunicati non appena disponibili.
La location dell’evento è consultabile al seguente link Google Maps:
I RELATORI DI FERMENTUM 2026 - CARLO DI CRISTO
31 gennaioCarlo Di Cristo, un’identità non canonica: biologo, neuroscienziato, Ricercatore di Zoologia presso l’Università degli Studi del Sannio, m...
Carlo Di Cristo, un’identità non canonica: biologo, neuroscienziato, Ricercatore di Zoologia presso l’Università degli Studi del Sannio, ma col pallino della panificazione a lievito naturale, studiata con l'approccio dello scienziato. Oltre al suo lavoro accademico, ha un profondo interesse verso la conoscenza dei processi di panificazione, con un focus particolare sui sistemi di fermentazione.
Un autodidatta della panificazione, che ha saputo trasformarsi in punto di riferimento per tanti addetti ai lavori, investendo nella propria formazione personale, perfezionando la tecnica accanto ai maestri, mettendo a punto formulazioni di farine ideali per il lavoro che più gli interessava, ricercando i molini migliori sul territorio.
Da circa dieci anni ha infatti iniziato a esplorare il mondo della panificazione. La sua curiosità scientifica lo ha portato a studiare in modo approfondito i processi di fermentazione e il loro impatto sulla trasformazione delle farine. Questo interesse si è trasformato in una vera e propria branca di studio, combinando conoscenze scientifiche con l'arte della panificazione ed esplorando varie tecniche di fermentazione, dall'uso del lievito madre alle fermentazioni più innovative, nell’intento di cercare di capire come queste influenzano la qualità, il sapore e la consistenza del pane.
Ideatore di Soulcrumbs, panetteria-bistrot a Napoli, co-fondatore e socio di FOORN, bakery-pizzeria sita in Mariglianella, Napoli e Pozzuoli, e docente di corsi professionali di panificazione. Ha applicato la logica da laboratorio dell’analisi della biodiversità all’arte della panificazione.
Negli anni ha costruito un suo stereotipo di pane ancorandosi a un’idea della tradizione, ad una struttura che conosceva, alterandola con nuove combinazioni. Questo vuol dire ripensare a un nuovo tipo di pane: se lo guardi da fuori lo riconosci, quando lo mangi scopri che è una cosa diversa.
È stato consulente esterno per il Molino Grassi e il Molino Casillo e diversi forni, panifici e GDO sul territorio nazionale e su quello estero. Collabora con Scuole di cucina nazionali ed internazionali come Alma a Colorno e In Cibum a Pontecagnano. E’ socio onorario del Richemont Club Italia, per il quale tiene seminari su farine e fermentazioni in Italia e all’estero
E’ coautore, insieme ad Ezio Marinato, Cristian Zaghini e Pierluigi Sapiente, del libro “Le fermentazioni spontanee nei prodotti da forno” edito da Italian Gourmet.
I RELATORI DI FERMENTUM 2026 - GIULIANO PEDICONI
31 gennaioGiuliano Pediconi è docente di panificazione e consulente di importanti aziende italiane ed estere nel settore della panificazione. Le sue t...
Vanta numerosi ed importanti corsi nazionali ed internazionali di specializzazione sugli impasti base, le paste lievitate e l’utilizzo del lievito naturale, oltre a frequenti pubblicazioni su importanti riviste del settore.
Consulente per varie aziende italiane ed estere nel settore panificazione, pasticceria, grandi lievitati e pizzerie, come Cipriani, 8 Bombana, Ciak in The Kitchen, Ristoranti Terroni.
Componente della squadra Italiana come panettiere al Campionato di Nantes (2003), 1° classificato al Richemont Trophy (2005).
La sua storia nel mondo del pane inizia da bambino, "Ricordo ancora l’odore del forno vicino casa mia", in un paesino in provincia di Ancona, dove inizia giovanissimo a fare il fornaio. Un modo per iniziare a lavorare che si trasforma velocemente in una passione e gli fa capire che quel mestiere poteva diventare qualcosa di più. “Fare il pane significava per me prendersi cura anche dell’alimentazione di chi lo avrebbe poi mangiato”.
(sito Club Academy)
I RELATORI DI FERMENTUM 2026 - VINCENZO TIRI
31 gennaioVincenzo Tiri , classe 1981, è considerato uno tra i maggiori lievitisti italiani. Figlio d’arte, cresce nel laboratorio di famiglia. Tra ...
Vincenzo
Tiri,
classe 1981, è considerato uno tra i maggiori lievitisti italiani.
Figlio d’arte, cresce
nel laboratorio di famiglia. Tra lievito madre, farina, uova burro e zucchero
cresce la sua passione. Sin da piccolo si avvicina quindi alla pasticceria, in
particolare all’arte della lievitazione,
seguendo le orme dei suoi più grandi maestri: nonno Vincenzo e papà Michele.
Dopo anni di gavetta
presso rinomati pasticceri nazionali e internazionali, torna a casa ad
Acerenza, in provincia di Potenza. Qui ha infatti un grande sogno di
realizzare: produrre il panettone più
buono del mondo, grazie a un innovativo metodo che prevede 3 fasi di impasto e
72 ore di lavorazione.
Nel 2018 lancia poi la
sua nuova sfida: apre a Potenza la prima
pasticceria al mondo di soli dolci lievitati. Su questo tema
oggi è uno dei consulenti di riferimento del settore.
(sito Italian Gourmet)
I RELATORI DI FERMENTUM 2026 - OSCAR PAGANI
31 gennaioOscar Pagani è tra i massimi esperti italiani di lievitazione naturale, con oltre vent’anni di esperienza nella panificazione. Ha sviluppa...
Oscar Pagani è tra i massimi esperti italiani di lievitazione
naturale, con oltre vent’anni di esperienza nella panificazione.
Ha sviluppato un metodo innovativo per la gestione del
lievito madre liquido, basato su semplicità, efficienza e risultati d’eccellenza.
La sua competenza tecnica, unita a una visione moderna e
consapevole della panificazione, lo rende un punto di riferimento per chi
desidera approfondire l’arte del pane e dei lievitati naturali.
Docente e consulente per pasticceri e panettieri in tutta
Italia, i suoi grandi lievitati hanno ottenuto numerosi riconoscimenti.
Cresciuto professionalmente nei forni artigianali del Nord
Italia, ha approfondito la fermentazione naturale attraverso percorsi di
specializzazione in Italia e all’estero.
La sua filosofia unisce rigore scientifico e sensibilità
creativa.




















